marzo 15, 2011

Stavo ascoltando una canzone argentina che ascoltava sempre nonna quando ero piccola, e mi sarebbe tanto piaciuto descrivere qui tutte le sensazioni e le immagini e gli odori e le voci che mi scuotono ogni volta che l'ascolto, ma è la terza volta che cancello, quindi niente, scrivo qui la traduzione -che comunque non rende, perché si perde la poesia- e nient'altro. Dice tutto la canzone.
(Al cambio di calligrafia, è la donna a cantare).

E adesso cosa ti manca, che non vuoi parlare e non mi puoi guardare?
Cos'è successo tra noi due di tanto grande da cambiare la tua voce?
Il tuo modo di essere è tanto diverso, sembri un'altra donna...
Perché io sento nella tua bocca, nel tuo corpo e nei tuoi capelli un muro di gelo: cosa ti manca, oggi?
Hai vestiti, no?
Sì...
Hai da mangiare in tavola, no?
Sì...
Se hai vissuto in un mondo comune e semplice ed io ti ho dato un castello, cosa ti manca oggi?
Mi manca un fiore. Ho bisogno di un fiore, che mi faccia sentire che sono viva, che vibro, che amo e respiro, che esiste l'amore. Mi manca un fiore, ho bisogno di un fiore che mi faccia sognare e dimenticare la routine del mondo in cui vivo, e capire che non l'amore non è morto.
E adesso cosa ti manca? E' stato tanto grave, il mio errore, che non merito d'essere perdonato?
Cosa posso offrirti? Cosa vorresti avere?
Vuoi che io ti compri due ali, del vento, a volte un aereo?
Io ti lascio tranquilla e vivo rinchiuso in quell'officina, cosa ti manca adesso?
Hai sofferto la fame o il freddo? Dimmi.
No.
Ti ho mai tradita?
No...
Se ad ogni secondo, minuto ed ora ti chiamano 'Signora', cosa ti manca?
Mi manca un fiore. Ho bisogno di un fiore, che mi faccia sentire che sono viva, che vibro, che amo e respiro, che esiste l'amore. Mi manca un fiore, ho bisogno di un fiore che mi faccia sognare e dimenticare la routine del mondo in cui vivo, e capire che non l'amore non è morto.
Tu mi dai tutto quello che si compra con i soldi, ma mai la tua presenza. Mai un "Ti amo".

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