novembre 09, 2010

non si torna indietro mai.

Mi ero ripromessa che oggi avrei fatto i compiti con il computer spento, ma dimmi tu come si fa a studiare se mi stai sempre appiccicato come 'na piattola e non mi lasci abbastanza spazio nel cervello per pensare a Renzo, Lucia, Circe, Calipso, Ulisse e le disequazioni.
Non è che sia tanto facile, eh. Ché, voglio dire, fintanto che devo fare inglese ci puoi anche restare, qui nella mia testa, voglio dire, fai come ti pare, poi potresti anche andartene, però.
No, vabbè, hai ragione anche tu. Mica è colpa tua. Son io che ti penso.
Però, ecco, insomma, troviamolo un compromesso.
È che mi piacerebbe tanto poterti dimenticare solo un po', giusto un'oretta, il tempo di fare i compiti più urgenti e scassacazzi, e poi, cioè, torna pure, anzi, torna e basta, senza il pure, torna e non t'azzardare a star via troppo, solo un'oretta, ci stai? Un po', solo un po', il tempo di poter scrivere di Ulisse senza che mi esca fuori un coso dal punto di vista di Ulisse che pensa a Penelope. Il tempo di poter descrivere Lucia senza scrivere che, insomma, lei che aveva Renzo che l'amava e che era lì per lei poteva anche rompere meno le palle e organizzare il matrimonio a sorpresa o scappare lontano, che non ha visto, poi, quanto fa male aver Renzo via senza sapere come sta? Il tempo di avere davanti un foglio bianco senza scriverci il tuo nome su un angolo, ecco, cosa che tra l'altro mi fa pure sentire un sacco stupida. Il tempo, il tempo soltanto, solo il tempo, di non mettermi a pensare che ci son parole che non dovrebbero essere pronunciate.
Voglio dimenticarti per un'ora e poter far finta che sto bene senza aver te che bussi e dici “Bene? Tu staresti bene? E io? E io che non ci sono sono fattore di benessere? Dove lo metti quel buco lì, quello lì, lì, lo vedi?, quello lì, dai, lo vedo io!, eh, quello, lo vedi? Dove lo metti? Ti fa star bene? E poi, vogliamo parlare del male che senti dappertutto quando la sera chiudi gli occhi e mi sogni, mh? Ne vogliamo parlare? Credi che io non ti veda, che piangi e stringi i denti e abbracci il cuscino e canticchi le canzoni per non sentire le voci dei ricordi che ti fan venire mal di testa? Non ti vedo, secondo te? Pensi davvero di poter far finta?”. Voglio dimenticarti e poter dire “Sto bene” senza te che bussi. Voglio dimenticarti e stare un attimo senza mal di stomaco, che chissà se così almeno riuscirei a mangiare qualcosa. Voglio dimenticarti senza aver paura di farlo.
Voglio dimenticarti e non avere negli occhi tu che te ne vai.

“Scomparire” è una parola che non dovrebbe avere suono.

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