La figlia che è distrutta, logorata, uccisa dal dolore, a cui nessuno crede, che si nasconde dietro romanzi e poesie, che mente alla madre per renderla felice, per non farle capire che il suo mondo non è così perfetto come crede, che nasconde i suoi drammi ed i suoi traumi dietro una facciata da stronza, litigando in continuazione con lei.
La madre che non si sforza neanche di capire, che dà per scontato che la figlia sia solo una pezza di merda.
Il padre che non c'è.
Le coetanee che la deridono, non la lasciano vivere in pace, la isolano.
Chissà perché questo film mi ricorda qualcosa.
agosto 05, 2010
I need a second to breathe.
E' che mi sento sola, capisci?
C'è un muro che mi separa dal resto del mondo, da tutto il resto del mondo, ed io lo so che potrei demolirlo, potrei prendere un fottutissimo aggeggio e buttarlo giù, o almeno fare un buco abbastanza largo affinché qualcuno possa passare, ma ho paura.
Me la faccio addosso al solo pensiero che i detriti possano colpirmi, perché non resisterei.
E' un'arma a doppio taglio, okay? Mi sento sola, crepo di solitudine, ho un fottuto bisogno di qualcuno che mi stia vicino e mi dica "Ehi. D'accordo, lui non c'è più, ma anche se non è la stessa cosa ci sono io, okay? Abbracciami, prendi il mio calore, usalo finché il ghiaccio che ha avvolto ogni tua cellula non si scioglierà", però quella merda di muro è l'unico mezzo che ho per proteggermi, capisci? Io non posso fare parte del mondo, ma il mondo non può entrare e far danni. Sono già abbastanza disastrata di mio.
Però cazzo, stasera mi sento soffocare, va bene? Mi sento fottutamente sola; lui non c'è, mamma non c'è e papà non c'è mai stato. Mi sento soffocare, va bene?
Ma non importa. Un solo secondo, il tempo di trovare un po' d'ossigeno, poi tornerò ad essere la solita sedicenne schizzata con mille persone che la chiamano e la risposta pronta, quella senza problemi che sorride sempre, anche mentre t'insulta.
Adesso però non chiedermelo. Non respiro. Non chiedermelo. Non ce la faccio.
Dammi un secondo per respirare. Dammi una molecola d'ossigeno.
Dopo tornerò a fingere, ma adesso, per favore, non insistere.
Tornerò quella che vuoi domattina, ma adesso, ti prego, lasciami abbracciare il cuscino.
Ho bisogno di piangere.
C'è un muro che mi separa dal resto del mondo, da tutto il resto del mondo, ed io lo so che potrei demolirlo, potrei prendere un fottutissimo aggeggio e buttarlo giù, o almeno fare un buco abbastanza largo affinché qualcuno possa passare, ma ho paura.
Me la faccio addosso al solo pensiero che i detriti possano colpirmi, perché non resisterei.
E' un'arma a doppio taglio, okay? Mi sento sola, crepo di solitudine, ho un fottuto bisogno di qualcuno che mi stia vicino e mi dica "Ehi. D'accordo, lui non c'è più, ma anche se non è la stessa cosa ci sono io, okay? Abbracciami, prendi il mio calore, usalo finché il ghiaccio che ha avvolto ogni tua cellula non si scioglierà", però quella merda di muro è l'unico mezzo che ho per proteggermi, capisci? Io non posso fare parte del mondo, ma il mondo non può entrare e far danni. Sono già abbastanza disastrata di mio.
Però cazzo, stasera mi sento soffocare, va bene? Mi sento fottutamente sola; lui non c'è, mamma non c'è e papà non c'è mai stato. Mi sento soffocare, va bene?
Ma non importa. Un solo secondo, il tempo di trovare un po' d'ossigeno, poi tornerò ad essere la solita sedicenne schizzata con mille persone che la chiamano e la risposta pronta, quella senza problemi che sorride sempre, anche mentre t'insulta.
Adesso però non chiedermelo. Non respiro. Non chiedermelo. Non ce la faccio.
Dammi un secondo per respirare. Dammi una molecola d'ossigeno.
Dopo tornerò a fingere, ma adesso, per favore, non insistere.
Tornerò quella che vuoi domattina, ma adesso, ti prego, lasciami abbracciare il cuscino.
Ho bisogno di piangere.
agosto 04, 2010
Can I have a smile, please?
Diomio, ti capita mai? Pensi mai al fatto che da qualche parte nel mondo, vicino a casa nostra o agli antipodi della nostra immaginazione, in questo preciso momento qualcuno sta nascendo?
E sì, okay, forse qualcuno sta morendo, e chissà quante persone stanno lottando con le unghie e con i denti per restarci aggrappate, a questa maledetta vita che a volte cederei volentieri al miglior offerente, oppure anche ad un offerente a caso, ma in questo momento, che voglio riempirmi di speranza fino al midollo per tornare a vedere i colori di questo mondo tutto grigio, voglio concentrarmi sulle nascite.
No, dico, ma ci pensi? Un bambino adesso sta nascendo, e magari il dottore lo porgerà alla mamma che si lascerà andare ad una risata che profuma tanto di sollievo e se lo stringerà al petto, e nonostante sia tutto sporco e inguardabile dirà che è bellissimo, il suo bambino, e gli sorriderà così intensamente cullandolo da stordire per un momento l'ostetrica.
Ci pensi? Mentre io mi danno e mangio cioccolata per sentirmi un po' meno sola, da qualche parte una meraviglia vede per la prima volta la sua mamma.
Ma non diciamoglielo, a quel bambino, che il mondo fa schifo e che prima o poi i sogni precipitano, e soprattutto non diciamogli mai che l'amore distrugge, perché le persone sono così, se ne vanno, non sanno fare altro, e chi non lo fa col corpo lo fa con l'anima, e non si sa quale dei due modi sia peggio.
Non diciamoglielo, siamo egoisti. Godiamoci il suo sorriso.
Diomio, non sai cosa darei per essere lì in questo momento. Ho bisogno di un sorriso.
Mi regaleresti un sorriso, per favore?
E sì, okay, forse qualcuno sta morendo, e chissà quante persone stanno lottando con le unghie e con i denti per restarci aggrappate, a questa maledetta vita che a volte cederei volentieri al miglior offerente, oppure anche ad un offerente a caso, ma in questo momento, che voglio riempirmi di speranza fino al midollo per tornare a vedere i colori di questo mondo tutto grigio, voglio concentrarmi sulle nascite.
No, dico, ma ci pensi? Un bambino adesso sta nascendo, e magari il dottore lo porgerà alla mamma che si lascerà andare ad una risata che profuma tanto di sollievo e se lo stringerà al petto, e nonostante sia tutto sporco e inguardabile dirà che è bellissimo, il suo bambino, e gli sorriderà così intensamente cullandolo da stordire per un momento l'ostetrica.
Ci pensi? Mentre io mi danno e mangio cioccolata per sentirmi un po' meno sola, da qualche parte una meraviglia vede per la prima volta la sua mamma.
Ma non diciamoglielo, a quel bambino, che il mondo fa schifo e che prima o poi i sogni precipitano, e soprattutto non diciamogli mai che l'amore distrugge, perché le persone sono così, se ne vanno, non sanno fare altro, e chi non lo fa col corpo lo fa con l'anima, e non si sa quale dei due modi sia peggio.
Non diciamoglielo, siamo egoisti. Godiamoci il suo sorriso.
Diomio, non sai cosa darei per essere lì in questo momento. Ho bisogno di un sorriso.
Mi regaleresti un sorriso, per favore?
luglio 31, 2010
I cervelli hanno una garanzia?
Inizio seriamente a sospettare che il mio cervello mi sia stato recapitato con un difetto di fabbrica.
luglio 30, 2010
Smile!
Credo si stia perdendo il valore dei piccoli gesti.
Cosa ti costa, porca miseria, sorridere alla barista che ti dice "Buongiorno", augurare buona giornata alla commessa e alla cassiera del supermercato, ascoltare per due minuti un'anziana signora che ha bisogno di qualcuno che le presti un po' d'attenzione, sorridere a un bambino e restituirgli la palla che è finita lontano, far passare avanti un uomo di fretta al banchetto delle crepes, dire di sì a nonna che ti dice di andare piano anzi che sbuffare, dare un bacio a mamma prima di uscire di casa, dare un pezzetto di qualcosa a un cane randagio?
Non costa niente. Niente.
E allora cazzo, falle, queste piccole cose!
Sorridi. Voglio vedere il tuo sorriso.
Cosa ti costa, porca miseria, sorridere alla barista che ti dice "Buongiorno", augurare buona giornata alla commessa e alla cassiera del supermercato, ascoltare per due minuti un'anziana signora che ha bisogno di qualcuno che le presti un po' d'attenzione, sorridere a un bambino e restituirgli la palla che è finita lontano, far passare avanti un uomo di fretta al banchetto delle crepes, dire di sì a nonna che ti dice di andare piano anzi che sbuffare, dare un bacio a mamma prima di uscire di casa, dare un pezzetto di qualcosa a un cane randagio?
Non costa niente. Niente.
E allora cazzo, falle, queste piccole cose!
Sorridi. Voglio vedere il tuo sorriso.
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