luglio 18, 2010

"Sapete cosa vuol dire perdere qualcosa che per voi è la vita?"
Sì. E ora che lo sai?
Ti senti meglio? Ti senti meno solo? Ti senti.. non lo so, ti cambia qualcosa?
A me no. Se io venissi a sapere che qualcun altro ha perso la sua unica ragione di vita, mi lascerebbe, se non indifferente -sì, una volta che ci passi niente ti tange. suona come una cattiveria, ma non lo è. è solo cinismo, forse-, quantomeno con più sconforto di prima.
Per questo non chiedo, non indago, non confido, non rivelo. Non voglio appiopparmi pure la sofferenza altrui.
Ho già un vuoto a cui badare, da riempire. Per cui disperarmi.
Non ho bisogno del tuo, grazie.
Perciò, hai avuto la tua risposta. Adesso lasciami stare.

Fog all around my memories.

Il bello è essere in un posto dimenticato da Dio, quasi, ma starci talmente bene che quando rispondi al telefono ti chiedono "Come mai sei così felice?".
Ma è così strano? Cioè, nel senso -domanda stupida-, si nota così tanto che in genere non sono a questi livelli di buonumore?
"Cazzo," -sì, mamma è fine- "ti ci mando più spesso su di là, sei meno isterica quando torni".
Ah, grazie .
Ma a parte questo, davvero mamma, mandamici più spesso, perché già era tanto che non m'immergevo nel verde e nella pace e nel silenzio e nel profumo di fiori, ma davvero m'è sembrato un miracolo ritrovarmi a sorridere da sola come 'na scema solo per aver visto il panorama, non trovi?
A parte il freddo, -okay, lo ammetto, andare in canottiera in moto su per i monti non è stata propriamente una furbata-, ho tutti gli organi che mi ringraziano, eh. -a parte il pancreas. ma lui ha uno spirito ribelle, ignoriamolo-.
Sarà che lì tutto sa di lui, e allora è impossibile non sorridere, ma voglio più spesso ubriacarmi di ossigeno e ricordi, per poi non capire più niente e non ricordare neanche cos'ho fatto negli ultimi trecentonovantacinque giorni.
Sì, sono ubriaca di lui. E non voglio tornare sobria mai più, sappilo.

luglio 09, 2010

Cherry blossoms.

Ci sono amicizie che nascono piano, come i fiori di ciliegio.
Hai presente i fiori di ciliegio, sì? Son meravigliosi, davvero, di quella meraviglia che ti lascia quasi senza fiato, stringendo i polmoni in una morsa tutt'altro che dolorosa, oserei dire quasi piacevole. E mentre sei lì che guardi i fiori di ciliegio, quasi non ti capaciti della loro bellezza, capisci? Non te ne frega niente se c'è chi dice che son meglio i fiori di pesco, perché anche se lo sai, che i fiori di pesco son bellissimi ed hanno quel profumo inebriante, sono i fiori di ciliegio quelli che ti mozzano il respiro, che t'han catturato col loro profumo.
E proprio come questo fenomeno primaverile, ci sono quelle persone che conosci così, che magari all'inizio ti stanno pure sulle palle, poi col tempo iniziano a non farti né caldo né freddo.
Magari prima c'era un altro albero, che per te, cacchio, aveva un profumo indispensabile. Magari era pure l'unico albero capace di produrre il tipo d'ossigeno adatto al tuo organismo.
Ma l'autunno arriva, e con lui l'inverno, e i fiori appassiscono, le foglie si seccano. E, contrariamente a ciò che dicono i libri di scienze, l'albero muore. Fine della sua storia. L'ossigeno non c'è più. Puoi solo sedere all'ombra di quell'albero a te tanto caro, crogiolandoti nell'illusione che stia ancora respirando per te.
Ma sai cosa accade? Lì vicino arriva la primavera, ed i boccioli di quel ciliegio che tu ignoravi si schiudono, rivelando la magnificenza di quei fiori profumati. E magari scopri pure che l'ossigeno che produce non è esattamente quello giusto, però è compatibile.
Il ciliegio diventa un po' la tua vita, e senza allontanarti troppo dalla carcassa del vecchio albero, che tu amavi e continui ancora ad amare, perché vi legava una cosa che andava oltre il rapporto albero-agricoltore, inizi a prenderti cura di quel ciliegio che per te sta diventando indispensabile.
Ecco, tu sei per me come i fiori di ciliegio in perenne fioritura.

giugno 11, 2010

Sta' buono, mondo.

Ci sono, no?, dei momenti in cui ti sembra che il mondo stia andando a puttane.
Insomma, tutto sembra andare male e vaiafartiunmaledettogirodovedicoio è la parola più gettonata. Capita.
Però forse, e dico forse eh, il mondo non ha tutti 'sti soldi. Che io già me le vedo 'ste lucciole che chiedono tariffe troppo alte. E il mondo ci rinuncia.
"Niente puttane per questo secolo, via".
Oh, e direi che sarebbe il caso, no mondo? Cheddiamine.

giugno 10, 2010

hop.

Io proprio non lo so se sono io che son fatta male o se son fatta bene ma non ho ancora capito come funziona tutto questo macello qui.
Un po' come quando ci sono due bambine con le treccine -non devono avere necessariamente le treccine, ma fa più scena- che fanno girare la corda, e tu devi prendere il ritmo per iniziare a saltare, sennò due punti sul mento non te li toglie nessuno. O meglio, te li toglierà il dottore, ma un bel po' dopo averteli messi.
Ecco, io non ho ancora preso il ritmo di tutto questo casino. E io lo so, perché lo so, che quando io avrò capito come cacchio si deve saltare le due bambine si saranno stufate e mi faran "Ciao ciao". Avrò voglia poi, io, di mandare a fancuffia loro ed il loro cacchio di gioco, loro se ne andranno comunque con la loro corda del piffero.
..ok. Quindi? Conclusione di tutto questo?
Bisogna ch'io impari a saltare. E in fretta, pure.
yuppi.