Succede sempre così: io dico qualcosa di sbagliato e la gente sparisce.
Oppure mi dimentico di dire qualcosa, e la gente sparisce.
Fatto sta che spariscono sempre tutti.
settembre 19, 2010
settembre 16, 2010
you hurt as always.
Ci sono persone che dopo anni continuano a fare male.
E adesso m'hai cercata e m'hai trovata, e non lo so se lo hai fatto per farmi male, o perché tu non ci pensi a certe cose, però fatto sta che sentirti, a me, fa male.
-e credo pure d'aver detto un po' troppe volte la parola 'male'-
E, insomma, mi sta venendo mal di stomaco e male ai polmoni e daje con 'sta parola.
Sei in grado di distruggermi come hai sempre fatto.
Sei quella parte di passato che avrei preferito seppellire per sempre ma che, porca miseria, spunta sempre, in un modo o nell'altro.
Esiste un antidoto?
E adesso m'hai cercata e m'hai trovata, e non lo so se lo hai fatto per farmi male, o perché tu non ci pensi a certe cose, però fatto sta che sentirti, a me, fa male.
-e credo pure d'aver detto un po' troppe volte la parola 'male'-
E, insomma, mi sta venendo mal di stomaco e male ai polmoni e daje con 'sta parola.
Sei in grado di distruggermi come hai sempre fatto.
Sei quella parte di passato che avrei preferito seppellire per sempre ma che, porca miseria, spunta sempre, in un modo o nell'altro.
Esiste un antidoto?
settembre 12, 2010
Tonight we drink to youth.
Si torna a svegliarsi presto e andare a letto presto e fare tutto presto.
E domattina alle otto davanti scuola, perché si deve prendere i posti migliori, come al cinema, come a teatro, come a un concerto, come nella vita, e allora siamo giù un'ora prima, che prendiamo un caffè doppio, magari triplo, e poi sul ring a fare a pugni con questo schifo che è la vita, che ti dice che devi crescere a suon d'ingiustizie per abituarti a quelle che poi subirai una volta cresciuto.
E domattina alle otto davanti a quell'orrido edificio blu con la nuova cartella nera e i capelli mezzi rossi, solo mezzi, perché sono cresciuta solo a metà, e il resto me lo tingo quando son cresciuta davvero -e spero il più tardi possibile-.
E domattina con i jeans chiari e la maglietta nera -ché il nero è il mio colore preferito- e le scarpe rosse -ché il rosso è il suo colore preferito-, e volevo pure mettermi un qualcosa di verde, per far capire che io un po' ci spero, nella possibilità che quest'anno sarà positivo, ma io di verde non compro mai niente e allora bona, chissenefrega.
E domattina con la tracolla nera e attaccato un vecchio mezzo cuore / portachiavi che neanche ricordavo d'avere, sperando che porti fortuna, e quel 'Pedro' comprato con i vecchi amici, 'te lo regalo io, però lo attacchi allo zaino, e ti giuro che ti porta fortuna', e alla prima che mi capita glielo faccio ingoiare, quel 'Pedro', gliel'ho già detto.
E domattina a scuola senza il pupazzo vinto alle corse dei cavalli grazie al mio cavallo che appunto si chiama Pedro, perché è troppo grande e la cartella dev'essere leggera come la mia testa, domani che a scuola voglio andarci senza troppi pensieri e senza troppe seghe mentali.
E domattina a scuola e vedere gli amici che vanno in una classe che non è la mia, e loro che vedranno me -forse- andare in una classe che non è la loro, e chissà cosa proveremo, tutti quanti, chissà se davvero è così doloroso come sembra.
E domattina si ricomincia con le solite ansie, e le notti insonni passate sui libri sperando almeno in un otto che puntualmente arriva o puntualmente diventa un sei e mezzo con la stronza di turno, e le mattine passate a cazzeggiare con quella compagna di banco che mi son scelta per la vita, e non solo per la scuola, oppure a litigare con i nuovi compagni o con i nuovi professori.
E domattina sarà domattina.
Stasera è stasera, e adesso basta parlare di domani.
Tanto, come diceva qualcuno, lo scopriremo solo vivendo.
E domattina alle otto davanti scuola, perché si deve prendere i posti migliori, come al cinema, come a teatro, come a un concerto, come nella vita, e allora siamo giù un'ora prima, che prendiamo un caffè doppio, magari triplo, e poi sul ring a fare a pugni con questo schifo che è la vita, che ti dice che devi crescere a suon d'ingiustizie per abituarti a quelle che poi subirai una volta cresciuto.
Cresci
Non voglio crescere
Ma devi farlo
silenzio .
E domattina alle otto davanti a quell'orrido edificio blu con la nuova cartella nera e i capelli mezzi rossi, solo mezzi, perché sono cresciuta solo a metà, e il resto me lo tingo quando son cresciuta davvero -e spero il più tardi possibile-.
E domattina con i jeans chiari e la maglietta nera -ché il nero è il mio colore preferito- e le scarpe rosse -ché il rosso è il suo colore preferito-, e volevo pure mettermi un qualcosa di verde, per far capire che io un po' ci spero, nella possibilità che quest'anno sarà positivo, ma io di verde non compro mai niente e allora bona, chissenefrega.
E domattina con la tracolla nera e attaccato un vecchio mezzo cuore / portachiavi che neanche ricordavo d'avere, sperando che porti fortuna, e quel 'Pedro' comprato con i vecchi amici, 'te lo regalo io, però lo attacchi allo zaino, e ti giuro che ti porta fortuna', e alla prima che mi capita glielo faccio ingoiare, quel 'Pedro', gliel'ho già detto.
E domattina a scuola senza il pupazzo vinto alle corse dei cavalli grazie al mio cavallo che appunto si chiama Pedro, perché è troppo grande e la cartella dev'essere leggera come la mia testa, domani che a scuola voglio andarci senza troppi pensieri e senza troppe seghe mentali.
E domattina a scuola e vedere gli amici che vanno in una classe che non è la mia, e loro che vedranno me -forse- andare in una classe che non è la loro, e chissà cosa proveremo, tutti quanti, chissà se davvero è così doloroso come sembra.
E domattina si ricomincia con le solite ansie, e le notti insonni passate sui libri sperando almeno in un otto che puntualmente arriva o puntualmente diventa un sei e mezzo con la stronza di turno, e le mattine passate a cazzeggiare con quella compagna di banco che mi son scelta per la vita, e non solo per la scuola, oppure a litigare con i nuovi compagni o con i nuovi professori.
E domattina sarà domattina.
Stasera è stasera, e adesso basta parlare di domani.
Tanto, come diceva qualcuno, lo scopriremo solo vivendo.
settembre 11, 2010
Sillogismo. #1
Questo blog sta diventando un vero schifo.
Questo blog è fatto di quello che sono io.
Io sono un vero schifo.
Questi demotivanti sillogismi..
Questo blog è fatto di quello che sono io.
Io sono un vero schifo.
Questi demotivanti sillogismi..
settembre 01, 2010
L'estate sta finendo.
Oggi è il primo di settembre, agosto se ne va e, sinceramente, non me ne frega un cazzo.
Mi dispiace, okay, non poter dormire tutti i giorni fino a tardi e non poter fare le ore piccole (il mio fegato invece è contento, ma guarda un po').
Però, hey, cioè, è normale.
E' per questo che il mondo è andato avanti senza rivoluzioni contro madre natura fino ad ora: perché tutto si sussegue, è tutto un perfetto equilibrio in cui tutto ha il suo tempo, tutto ha il suo spazio, tutto prima o poi torna, okay?
Tre mesi estate, tre mesi autunno, tre mesi inverno, tre mesi primavera e, ma guarda un po', di nuovo tre mesi estate.
Mi sono rotta, cavolo, di gente che piange perché l'estate sta finendo. E' normale, cazzo. E' normale.
Pensa te se invece non finisse mai. Sai che palle?
Sempre caldo, sempre giornate lunghe e notti brevi.
E invece finisce, viene l'inverno, con le sue cioccolate calde davanti al camino a cui do solo due sorsi perché poi inizia a farmi schifo, con i suoi sciarponi in cui nascondere il mento, i baci dati per scaldarsi, gli abbracci che non sono un appicicume, la gente che non puzza più di sudore, le nottate insonni passate rannicchiate sul davanzale avvolte in una coperta a guardare la luna e le stelle, e puoi farlo a lungo, perché il giorno se la prende comoda, d'inverno.
E poi di nuovo estate.
E poi di nuovo inverno.
E, in mezzo, primavera e autunno.
Quindi basta, okay?
Non è morto nessuno. E' tutto normale.
Tutto normale.
Almeno questo, almeno questo, è tutto normale.
Mi dispiace, okay, non poter dormire tutti i giorni fino a tardi e non poter fare le ore piccole (il mio fegato invece è contento, ma guarda un po').
Però, hey, cioè, è normale.
E' per questo che il mondo è andato avanti senza rivoluzioni contro madre natura fino ad ora: perché tutto si sussegue, è tutto un perfetto equilibrio in cui tutto ha il suo tempo, tutto ha il suo spazio, tutto prima o poi torna, okay?
Tre mesi estate, tre mesi autunno, tre mesi inverno, tre mesi primavera e, ma guarda un po', di nuovo tre mesi estate.
Mi sono rotta, cavolo, di gente che piange perché l'estate sta finendo. E' normale, cazzo. E' normale.
Pensa te se invece non finisse mai. Sai che palle?
Sempre caldo, sempre giornate lunghe e notti brevi.
E invece finisce, viene l'inverno, con le sue cioccolate calde davanti al camino a cui do solo due sorsi perché poi inizia a farmi schifo, con i suoi sciarponi in cui nascondere il mento, i baci dati per scaldarsi, gli abbracci che non sono un appicicume, la gente che non puzza più di sudore, le nottate insonni passate rannicchiate sul davanzale avvolte in una coperta a guardare la luna e le stelle, e puoi farlo a lungo, perché il giorno se la prende comoda, d'inverno.
E poi di nuovo estate.
E poi di nuovo inverno.
E, in mezzo, primavera e autunno.
Quindi basta, okay?
Non è morto nessuno. E' tutto normale.
Tutto normale.
Almeno questo, almeno questo, è tutto normale.
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