aprile 01, 2013
Volevo solo dire che-
No, sul serio, cristiddio, sono terribilmente banale e scontata e boh, fuck this shit.
Poi.
*rullo di tamburi*
Tipo due anni fa ero a Bologna - fino a quest'estate ci andavo spessissimo - e sono entrata, come di consueto, alla Feltrinelli (piccola nota: prima che aprissero quel concentrato di meraviglia che sono le Terrazze a Spezia, qui vicino la Feltrinelli non c'era. Avevamo, come mero surrogato, la Giunti, che neanche a dirlo non ha mai 'na sega). Girovagando per gli scaffali ho visto Next di Baricco, unico suo libro di cui ancora non ero in possesso.
L'ho afferrato al volo, per non rischiare una di quelle scene da film in cui arriva un bel fanciullo che ci mette le mani sopra e BUM!, scoppia l'ammòre. Scoppia l'amore una sega, toccatemi Baricco e siete morti.
Dunque, dicevo, ero lì che vomitavo arcobaleni quando improvvisamente mi sono ricordata di aver speso i miei ultimi averi per due caffè doppi - quel giorno mi girava particolarmente il cazzo.
Okay, niente panico, ho pensato. Ora vai a casa, ti fai dare cinque euro e domani torni a prenderlo.
Un piano perfetto, neanche il buon vecchio Horatio Nelson avrebbe potuto pensare di meglio, se non che il giorno dopo il libro era scomparso. Andato. Perduto.
Nutro ancora un grande risentimento verso la faccia da culo che me l'ha soffiato.
Ho passato gli ultimi due anni a cercare disperatamente quel libro nella mia zona - Scusi, per favore, può ripetere? Com'è possibile che non possiate neanche ordinarlo?! MA LO FATE IL VOSTRO LAVORO O SIETE SOLO QUI A RUBARE SOLDI ALLO STATO? - e a pregare chiunque andasse in una big city di guardare se per caso riusciva a trovarlo; ovviamente invano.
Ora, voi direte, okay, ma a noi?
A voi.
Eh, a voi.
Tre giorni fa sono andata alle Terrazze con delle persone carinissime e obviously analfabete che mi hanno detto "Se vuoi entrare alla Feltrinelli okay ma veloce, noi ti aspettiamo qui fuori".
FUCK THE POLICE, ho fatto il mio bel giro, mi sono ripromessa di tornare a comprare Lolita di Nabokov perché la mia copia è stata prestata dalla mia adorabile madre a qualcuno (who knows? Lei non ricorda) che non si è mai premurato di restituirla, e SBANG.
Next.
N e x t.
Era lì, bellissimo, tra 'Oceano mare' e 'Questa storia'.
Costava cinque euro e cinquanta. E IO L'HO PRESO.
Ebbene sì, signori, sono ufficialmente in possesso di quel benedetto libro, ALLA FACCIA DELLO STRONZO CHE ME L'HA FOTTUTO A BOLOGNA.
E niente, ho mandato messaggi di gioia (privi di senso, ovviamente) a tutti i miei conoscenti. che hanno tutti compreso, chissà come, e si sono congratulati con me per la titanica botta di culo.
Esultate con me anche voi, dai, non fate gli gnorri.
marzo 30, 2013
A grande richiesta! - in continuo (?) aggiornamento.
Un anon carino a cui devo una birra da tipo tre anni - alzi la mano chi già sa che non l'avrà mai! - ha detto che vorrebbe la lista delle cose in cui credo.
So, here we go.
Credo nella vita dopo il caffè, perché no coffee no party e in particolare no coffee non parti.
Credo nella sacralità della pausa sigaretta, perché se me l'accendo mentre faccio qualcosa sei tenuto a disturbarmi ma se dico 'okay ora basta' e mi siedo a fumare non devi rompere le palle. E' come se chiedessi a un musulmano che sta pregando per la strada con tanto di testa verso la città santa se per caso sa dov'è il McDonald's.
Credo nei segni del destino, come quando un giorno mi cadeva sempre la penna e ho pensato "qui qualcuno mi scappa dalle mani" e infatti la situazione con L. è precipitata.
Credo nelle testate a fin di bene (ma anche nei calci, negli schiaffi, negli sputi in faccia...), perché il mio professore di scienze ha detto che mentre ti fanno del male fisico memorizzi meglio, e se ti devo dire "Lascialo stare perché è un cretino" - per esempio - accompagno il tutto con un calcio negli stinchi dato bene così vedi che non te lo dimentichi.
Credo nel potere terapeutico del mare, ché se sei triste e tutti i pensieri sembrano portarti via tu ti devi solo sedere in spiaggia e lasciare che siano le onde a portare via loro.
Credo che scrivere sia il dolore e non la terapia, ma questo lo credo adesso perché un persona saggia me l'ha fatto capire. Quando scrivi verbalizzi - che per me è una cosa difficilissima, ci tenevo a sottolinearlo - ma non risolvi una cippa.
Credo nel mito greco degli ermafroditi elaborata nel Simposio da Platone - mica da Gino il macellaio, diamine - secondo cui all'origine dei tempi gli esseri umani avevano quattro braccia, quattro gambe e due teste. Per gelosia nei confronti della perfezione umana, gli dei separarono l'uomo in due parti con un fulmine, creando da ogni essere umano primordiale un uomo e una donna. Come conseguenza, ogni essere umano cerca di ritrovare la propria iniziale completezza cercando la propria metà perduta, e io credo di averla trovata e persa - ma questa è un'altra storia.
Credo che le persone, quando muoiono, diventino gocce d'acqua salata o dei volatili, ancora devo affinare la mia teoria.
marzo 11, 2013
Volevo dire un sacco di cose serie ma non mi vengono più in mente.
Ieri facevo zapping - no, 'spettate, l'imperfetto è zappavo? - sui canali di musica perché di base tutto il resto anche no, e ho trovato gli One Direction. Non che la cosa mi abbia sorpreso, gli One Direction sono ovunque, è che io ho una malformazione al cervello per cui qualsiasi cosa io senta arriva ai miei neuroni leggermente modificata in modo da risultare dannatamente sconcia. Una tortura.
In particolare, io, ieri, ho sentito get out of my head and fall into my ass instead, ed ero tipo: wut?
Poi ho capito, eh.
Facendo un rapido calcolo, io ho la bellezza di sette blog - otto se contiamo quello di msn ormai inesistente perché mai passato a Wordpress.
Quanti ne aggiorno? Tre.
Sono proprio 'na persona 'i mmèrd.
Credo nella teoria del complotto, in Big Foot e negli unicorni.
CHE POI 'STI CAZZI, in Irlanda ne hanno filmato uno, alla faccia vostra, tie', stronzi, ve l'avevo detto io, eccheccristo, esistono i ragni figurati se non esistono gli unicorni.
Ah, poi vabbè, credo in un sacco di altre cose, ma queste mi sembrano le più rilevanti. Se volete l'elenco completo fatemelo sapere, basta un commentino piccino picciò, si può pure usare l'anonimo, vi snocciolo la mia deficienza con immenso piacere, tanto sono a casa con l'influenza ed ho un sacco di tempo.
Hanno fatto la Goat version di 'I miss the misery' degli Halestorm.
Lì per lì non capivo. Goat version? Minchiavvordì?
Poi ho visto la pecora, e niente è più stato lo stesso.
N i e n t e .
febbraio 09, 2013
Six degrees of separation.
"Non sei più quel che eri un tempo, e ora sei quel che c'è di diverso da me. E pensare a quanto tradirono tutti quei baci che tolsero via dalle bocche le frasi che avremmo voluto gridare per convincerci che di amarci noi non ne saremmo mai stati capaci, e allora tu spiegami dei nostri baci il senso, e se un senso lo trovi dimmi almeno qual è, dimmi se c'è (...) Quei baci bugiardi sembravano veri". [cit.]
Non so, sono triste per altri motivi e penso che fino a poco tempo fa lui era l'unico a non farmi sentire sbagliata su ogni fronte, e ora è sparito e boh, non è neanche il fatto che mi manca, cioè, sì, mi manca, non la voglio raccontare a nessuno, ma io lo so che se se n'è andato c'è un motivo, e il motivo è che alla fine il nostro legame non era così forte e bello come credevo, ma era il mio punto fermo, era quell'amico che quando sa che stai male viene sotto casa tua, ti fa scendere e senza dire niente ti abbraccia e ti fa piangere contro il suo petto, e stasera penso che è un mese che sto di merda e vomito spesso e ho di nuovo (quasi) smesso di mangiare, e il mio campanello non l'ha toccato nessuno.
E poi penso, tra tutte le altre cose, che forse è destino, è il karma, non c'è altra spiegazione, nella mia vita precedente devo essere stata una persona decisamente orribile, perché tutte le persone a cui tengo se ne vanno, per adesso tutte involontariamente tranne lui. Magari non me le so neanche scegliere, le persone, però credo che alla fine neanche ci siano opzioni, che le persone non si scelgano, ci s'incontra e ci s'affeziona, punto, un po' come la felicità che è solo questione di ormoni e tu passi tutta la vita a cercarla sotto i tappeti e sopra i davanzali e poi è sempre stata qui, dannazione, si può passare tutta la vita a cercare un dannato ormone?
- nel tuo portafoglio c'è ancora il mio post-it con la struttura molecolare dell'ormone responsabile dell'innamoramento, non credo tu abbia mai capito il perché io te l'abbia regalato, quindi adesso che anche se leggi fottecazzo perché tanto neanche mi saluti te lo spiego, okay? Eravamo nella tua cucina, tu stavi facendo un disegno per lei, l'altra lei, ed eri così bello e concentrato, con quella vena bluastra tra la palpebra ed il sopracciglio, che non potevo far altro che pensare a quanto sarebbe stato bello se tu avessi alzato lo sguardo, mi avessi guardato negli occhi e quel dannato ormone avesse iniziato a circolare nel tuo corpo. Ma ora non importa più, buona vita, e anzi, fa' una cosa: buttalo via quel foglietto del cazzo.