marzo 11, 2013

Volevo dire un sacco di cose serie ma non mi vengono più in mente.

Vabbè, fottesega.

Ieri facevo zapping - no, 'spettate, l'imperfetto è zappavo? - sui canali di musica perché di base tutto il resto anche no, e ho trovato gli One Direction. Non che la cosa mi abbia sorpreso, gli One Direction sono ovunque, è che io ho una malformazione al cervello per cui qualsiasi cosa io senta arriva ai miei neuroni leggermente modificata in modo da risultare dannatamente sconcia. Una tortura.
In particolare, io, ieri, ho sentito get out of my head and fall into my ass instead, ed ero tipo: wut?
Poi ho capito, eh.

Facendo un rapido calcolo, io ho la bellezza di sette blog - otto se contiamo quello di msn ormai inesistente perché mai passato a Wordpress.
Quanti ne aggiorno? Tre.
Sono proprio 'na persona 'i mmèrd.

Credo nella teoria del complotto, in Big Foot e negli unicorni.
CHE POI 'STI CAZZI, in Irlanda ne hanno filmato uno, alla faccia vostra, tie', stronzi, ve l'avevo detto io, eccheccristo, esistono i ragni figurati se non esistono gli unicorni.
Ah, poi vabbè, credo in un sacco di altre cose, ma queste mi sembrano le più rilevanti. Se volete l'elenco completo fatemelo sapere, basta un commentino piccino picciò, si può pure usare l'anonimo, vi snocciolo la mia deficienza con immenso piacere, tanto sono a casa con l'influenza ed ho un sacco di tempo.

Hanno fatto la Goat version di 'I miss the misery' degli Halestorm.
Lì per lì non capivo. Goat version? Minchiavvordì?
Poi ho visto la pecora, e niente è più stato lo stesso.
N i e n t e .

febbraio 09, 2013

Six degrees of separation.

"Non sei più quel che eri un tempo, e ora sei quel che c'è di diverso da me. E pensare a quanto tradirono tutti quei baci che tolsero via dalle bocche le frasi che avremmo voluto gridare per convincerci che di amarci noi non ne saremmo mai stati capaci, e allora tu spiegami dei nostri baci il senso, e se un senso lo trovi dimmi almeno qual è, dimmi se c'è (...) Quei baci bugiardi sembravano veri". [cit.]

Non so, sono triste per altri motivi e penso che fino a poco tempo fa lui era l'unico a non farmi sentire sbagliata su ogni fronte, e ora è sparito e boh, non è neanche il fatto che mi manca, cioè, sì, mi manca, non la voglio raccontare a nessuno, ma io lo so che se se n'è andato c'è un motivo, e il motivo è che alla fine il nostro legame non era così forte e bello come credevo, ma era il mio punto fermo, era quell'amico che quando sa che stai male viene sotto casa tua, ti fa scendere e senza dire niente ti abbraccia e ti fa piangere contro il suo petto, e stasera penso che è un mese che sto di merda e vomito spesso e ho di nuovo (quasi) smesso di mangiare, e il mio campanello non l'ha toccato nessuno.
E poi penso, tra tutte le altre cose, che forse è destino, è il karma, non c'è altra spiegazione, nella mia vita precedente devo essere stata una persona decisamente orribile, perché tutte le persone a cui tengo se ne vanno, per adesso tutte involontariamente tranne lui. Magari non me le so neanche scegliere, le persone, però credo che alla fine neanche ci siano opzioni, che le persone non si scelgano, ci s'incontra e ci s'affeziona, punto, un po' come la felicità che è solo questione di ormoni e tu passi tutta la vita a cercarla sotto i tappeti e sopra i davanzali e poi è sempre stata qui, dannazione, si può passare tutta la vita a cercare un dannato ormone?

- nel tuo portafoglio c'è ancora il mio post-it con la struttura molecolare dell'ormone responsabile dell'innamoramento, non credo tu abbia mai capito il perché io te l'abbia regalato, quindi adesso che anche se leggi fottecazzo perché tanto neanche mi saluti te lo spiego, okay? Eravamo nella tua cucina, tu stavi facendo un disegno per lei, l'altra lei, ed eri così bello e concentrato, con quella vena bluastra tra la palpebra ed il sopracciglio, che non potevo far altro che pensare a quanto sarebbe stato bello se tu avessi alzato lo sguardo, mi avessi guardato negli occhi e quel dannato ormone avesse iniziato a circolare nel tuo corpo. Ma ora non importa più, buona vita, e anzi, fa' una cosa: buttalo via quel foglietto del cazzo.

gennaio 27, 2013

I can only do so much, and of course is never enough.


Okay, adesso basta.
Io non ce la faccio, voglio che questo sia chiaro a tutti. Io non ce la faccio, punto, basta, fatevene una ragione, ho dei limiti rigidissimi, per quanto io possa tentare e continuare a spingere sempre più forte quelli non si spostano, mi stanco e basta.
Non ce la faccio, io ci provo, sul serio, ad essere una brava figlia, una brava sorella, una brava studentessa, una brava amica e una brava ragazza, ma non si possono fare tutte queste cose insieme. Non si può e basta.
O almeno, io non posso, perché per quanto io m'impegni non posso essere perfetta, non è proprio la mia natura, finisce solo che vomito per delle settimane mentre nella mia testa si susseguono urla e saluti mancati e l'eco di un antico senso di colpa che ho un po' camuffato negli anni ma che è sempre stato lì e che continuerà sempre a far echeggiare nella mia testa la convinzione di essere un totale fallimento su ogni fronte.
Io non ce la faccio, sul serio, qualcuno faccia qualcosa, perché io più di così non posso fare, e “così” non è abbastanza, evidentemente, lo dimostrano i fatti, lo dimostrano gli amici (amici?) che dopo settimane di chiamate senza risposta passano e non solo non si scusano, ma neanche si sforzano di biascicare un ciao, lasciandomi seduta fuori da quel cazzo di bar sull'orlo di un attacco di panico ed una crisi isterica – signora barista, ringrazi che c'era ancora del caffè nella tazzina, altrimenti avrei lanciato il suo bellissimo tavolino in legno.
Datemi il permesso di voltarmi e correre, datemi il permesso di distruggere tutta questa città piena di falsi amici (che non sono vocaboli inglesi, purtroppo, con quelli sono brava, me la cavo, ma con questi proprio no) e genitori che ti urlano addosso cose che non stanno né in cielo né in terra mentre tu fai tutto il possibile per non deluderli, e allora ti butti sui libri e smetti di bere e smetti di uscire il martedì pomeriggio e smetti di comprare libri e inizi ad andare a letto presto e questo non basta mai, non basta mai, non basto mai.
Ne hanno tutti abbastanza di me, ma io sono ancora qui, quindi non so, o sono (di) troppo o loro hanno qualche problema, e allora credo che me ne dovrei andare, dove non importa, solo, per favore, portatemi via da qui.

gennaio 22, 2013

Grazie, perché mi fai forza sempre, anche quando non ci sei.
Ti voglio bene, ciao, dormi bene; mi manchi un sacco ma (almeno tu) non ci pensare.

gennaio 21, 2013

'n si può.

Pensavo a quando siamo andati a comprare il regalo per P. e mentre guidavi il tuo vecchio motorino un automobilista ha gettato un brick dell'estathe dal finestrino prendendoti dritto dritto nell'occhio.
Hai accostato e mentre io controllavo i danni tu non facevi altro che chiedere se io mi ero fatta male - se prendeva te lo toglievo dal mondo, altro che seghe.
Ecco, è una settimana che a farmi male sei tu ché un giorno ti vado bene e l'altro no, quindi o ti tolgo dal mondo io oppure troviamo una soluzione, eccheccazzo.