Ieri ci siamo
incontrati quasi per caso, come d'altronde facciamo sempre, sono mesi
che non programmiamo di vederci, lo facciamo e basta, ha accostato il
motorino davanti a me, m'ha salutata, ha borbottato qualcosa sui miei
occhi ed è andato a cercare parcheggio promettendomi di fare presto
– ha fatto presto sul serio.
Quando è tornato, m'ha
raccontato d'aver detto a una ragazza che lo tormenta da settimane di
essere fidanzato, guarda caso con me, e che io sono gelosissima e gli
ho pure fatto cancellare il profilo Facebook, balla che s'è
inventato per giustificare il fatto che l'ha bloccata.
Avrei tanto voluto
chiedergli perché proprio con me e non con la bionda che pare
piacergli di più, ma ho preferito tacere e ad acconsentire a
rispondere al telefono e recitare la mia parte in caso lei lo
chiamasse di nuovo – si fanno cose strane, a volte, per le persone.
Oggi mi ha chiamato G.
e mi ha invitato ad andare con lui ed un altro G. (che per non
confonderlo col primo chiameremo P) all'Ipercoop – sì però
scendi subito, sto già arrivando lì con la macchina –,
premettendo che ci sarebbe stato anche Lui ma ci saremmo visti là
perché preferiva venire in moto.
La prima tappa, però,
l'abbiamo fatta sotto casa sua, perché quando ha saputo che sarei
andata anch'io ha deciso di fare il viaggio con noi. Si è seduto
accanto a me, mi ha raccontato che ieri sera ha litigato con suddetta
bionda perché si è stancato, lei lo usa e basta e lui vuole tornare
ad essere quello di prima, io ho sorriso, ho detto “Era ora” e
lui s'è allungato a baciarmi il naso. Mi ha accarezzato la mano per
tutto il viaggio, scattandomi foto a tradimento e cantando con
trasporto canzoni di cui non sono riuscita ad afferrare le parole.
Abbiamo fatto il nostro
giro nel centro commerciale, riuscendo a farci rientrare una lunga
tappa in libreria anche se nessuno di loro ama leggere – la
Marika vuole andare in libreria, non l'ha detto ma lo so, (sorriso),
voi fate quello che vi pare, io ce l'accompagno, semmai ci vediamo
dopo.
Mentre tornavamo
indietro G. ha acceso il riscaldamento per non far appannare i vetri,
io e lui avevamo caldo – diocane, peggio della sauna –, io
mi sono tolta la giacca e la sciarpa, lui ha optato per la felpa e la
maglietta restando a petto nudo nell'abitacolo ormai un po' troppo
stretto e, quando io ho fatto una battuta sulla temperatura interna
in continuo aumento, ha sganciato anche il bottone dei pantaloni
lanciandomi uno sguardo ammiccante a cui vorrei aver risposto a
gesti, ma non l'ho fatto.
Ho iniziato a guardare
fuori dal finestrino lamentandomi perché il repertorio musicale non
comprendeva i Three Days Grace e lui, dandomi ragione, ha giurato che
quando avrà la macchina farà un CD chiamato per la mia Marikina
che conterrà solo le loro canzoni, io ho sorriso e ringraziato
allungandomi a dargli un bacio sulla guancia, ma lui ha preferito che
io glielo dessi sulla pancia – non so proprio dirgli di no, e poi
quanto mi piace la tua pancia, gnam.
Poco dopo ha allungato
il braccio come in quei film americani in cui il ragazzo abbraccia
goffamente la Mary Sue della situazione ed ha iniziato ad
accarezzarmi i capelli.
G. ha guidato un po'
male, così ad entrambi è venuto il mal di pancia anche se io,
mentre gli accarezzavo lo stomaco, ho fatto di tutto per non
farglielo notare con lo stesso impegno con cui lui cercava di non
farlo capire ai due seduti davanti; quando però la mia espressione è
diventata eloquente, s'è arrabbiato moltissimo ed ha cominciato a
gridare contro il conducente (che non andrebbe disturbato ma a noi ce
ne strabatte) comunicando, tra le altre cose, che la prossima volta
io e lui andremo in moto, e impara a guidare dioporco. Ci
siamo accarezzati a vicenda la parte lesa fino all'arrivo, io con la
testa sulla sua spalla e lui con la tempia sui miei capelli – non
mi stancherò mai di dirti che hai un profumo buonissimo, sai?
Nessun'altra ragazza profuma così, e il bello è che è proprio il
tuo odore perché non usi profumi.
Adesso stiamo passando
la serata a taggarci in canzoni meravigliose su Facebook, commentando
con cuoricini che non si capisce bene se siano riferiti agli artisti
o a noi due, che siamo bellissimi, questo mi pareva doveroso
sottolinearlo – lui però di più.