Okay, il titolo non c'incastra niente, ma fondamentalmente fottesega.
Oggi ho con orgoglio comprato un paio di jeans taglia quarantaquattro, che è un traguardo enorme per la sottoscritta e sono molto felice di ciò, anche se non basta a compensare l'incazzatura enorme di quest'oggi.
Le persone che mi dicono "Facciamo una videochiamata" mi mettono un po' d'ansia, ché io poi mi pettino e mi tolgo la matita sbavata fino alla bocca per sembrare meno gattara e per niente, tra l'altro, perché suddetta persona m'ha visto in condizioni certamente peggiori. Però quando poi sto videochiamando sono talmente contenta che mi strofino gli occhi e mi lego i capelli e vanifico tutto, però è bello sentirmi libera di essere impresentabile mentre tento invano di spiegare geometria analitica a chi di matematica non ci capisce niente ma non mi arrabbio se mi chiede per la ventordicesima volta di ripetere perché lo fa con gli occhi tanto dispiaciuti che sorrido e basta e mi sento chiedere se sono stanca e nessuno lo fa mai, quindi mi sento bene.
Comunque ho scoperto che c'è chi potrebbe arrivare a questo blog e non vorrei proprio che leggesse i cazzi miei, ecco. Credo che la bloccherò sull'altro sito e bona, così non può vedere il link al mio blog e al mio tumblr e a tutte quelle cose lì, anche perché di base chi minchia sei? Che cazzo vuoi?
aprile 23, 2012
aprile 14, 2012
Cit. 17
What if I told you who I really was?
What if I let you in on my charade?
What if I told you what was really going on?
No more masks and no more parts to play.
There's so much I want to say, but I'm so scared to give away every little secret that I hide behind.
Would you see me differently?
And would that be such a bad thing?
I wonder what it would be like if I told you.
What if I told you that it's just a front to hide the insecurities I have?
What if I told you that I'm not as strong as I like to make believe I am?
(What if I told you - Jason Walker)
What if I let you in on my charade?
What if I told you what was really going on?
No more masks and no more parts to play.
There's so much I want to say, but I'm so scared to give away every little secret that I hide behind.
Would you see me differently?
And would that be such a bad thing?
I wonder what it would be like if I told you.
What if I told you that it's just a front to hide the insecurities I have?
What if I told you that I'm not as strong as I like to make believe I am?
(What if I told you - Jason Walker)
Mattinata tipo (parte quattro)
La prof. interroga A. -che non è quello di matematica- e gli dà sei e mezzo.
A.: No, scusi, quant'ho preso?
Prof: Sei e mezzo.
A.: QUANTO?!
Prof: Sei e mezzo!
A.: OMMIODDIO *esce e balla la breakdance nel corridoio*
Altroprof: *passando* Attacco epilettico o di demenza?
E.: *mette un piede sulla sedia e canta* C'era una volta uno zainetto che era di un ragazzo con la vagina sul petto!
Prof cheeradietrodiluianchesenonseneeraaccorto: *sgrana gli occhi*
E.: *la vede* Oh caz- ehm, scusi. Stavo scherzando, eh.
G.: Tu che sei una ragazza dalle mille risorse, hai mica una divisa da pompiere da prestarmi?
Io: No, ma se vuoi ho una tuta da meccanico.
G.: Non fa lo stesso effetto che arrivare tutto sudato e a torso nudo, ma va bene uguale.
Io: Cose tipo "Dove devo mettere la mia chiave inglese?"?
G.: No, più "Devo fare la revisione"... Oppure potrei vestirmi da dottore. Lei dice "Mi sento a pezzi" e io le rispondo "Tranquilla, ti monto io".
E poi N. ha fatto finta di essere in bagno a vomitare per un'ora perché aveva paura che la professoressa di storia dell'arte interrogasse, nonostante avesse chiaramente detto che non l'avrebbe fatto.
E quella troia di G. ha di nuovo simulato un attacco d'asma in grande stile per non essere interrogata della stessa materia.
Ammazzatevi.
A.: No, scusi, quant'ho preso?
Prof: Sei e mezzo.
A.: QUANTO?!
Prof: Sei e mezzo!
A.: OMMIODDIO *esce e balla la breakdance nel corridoio*
Altroprof: *passando* Attacco epilettico o di demenza?
E.: *mette un piede sulla sedia e canta* C'era una volta uno zainetto che era di un ragazzo con la vagina sul petto!
Prof cheeradietrodiluianchesenonseneeraaccorto: *sgrana gli occhi*
E.: *la vede* Oh caz- ehm, scusi. Stavo scherzando, eh.
G.: Tu che sei una ragazza dalle mille risorse, hai mica una divisa da pompiere da prestarmi?
Io: No, ma se vuoi ho una tuta da meccanico.
G.: Non fa lo stesso effetto che arrivare tutto sudato e a torso nudo, ma va bene uguale.
Io: Cose tipo "Dove devo mettere la mia chiave inglese?"?
G.: No, più "Devo fare la revisione"... Oppure potrei vestirmi da dottore. Lei dice "Mi sento a pezzi" e io le rispondo "Tranquilla, ti monto io".
E poi N. ha fatto finta di essere in bagno a vomitare per un'ora perché aveva paura che la professoressa di storia dell'arte interrogasse, nonostante avesse chiaramente detto che non l'avrebbe fatto.
E quella troia di G. ha di nuovo simulato un attacco d'asma in grande stile per non essere interrogata della stessa materia.
Ammazzatevi.
Mattinata tipo (parte tre) - Un anno dopo.
P.: *entra alle otto e venti*
Prof: No, io voglio capire, come cazzo hai fatto a entrare?
P.: *tono ovvio* Ho aperto la porta.
Prof: I papisti tra le varie stronzate ignorano pure che ci sono stati due processi evolutivi.
Tiziascema: Come due?!
Prof: E sì. Caino uccide suo fratello e si riproduce con un altra donna che dev'essere stata creata prima, per forza.
Tiziascema: In che senso?
Prof: Caino uccide Abele e si riproduce. Con chi? CON SO' MA'?
La prof consegna le verifiche di matematica e interroga quelli che hanno il debito d'orale, tra cui A. che nel compito ha preso sette.
Prof: Enuncia il teorema dei seni.
A.: Ehm... allora, il teorema dei... seni, vero?
Prof: Sì, dei seni.
A.: Okay, il teorema dei seni dice che...
Prof: *prende il quaderno di A. con le definizioni e lo mette vicino ad A.* Io mi tolgo gli occhiali che li devo pulire, mi giro di là perché non è educazione. Tu intanto dimmelo.
A.: *legge*
Prof: Bravo, ero sicura tu lo sapessi.
L'interrogazione procede da schifo e si conclude peggio.
Prof: Io non posso affermare ciò che non posso dimostrare, ovviamente, ma... da chi hai copiato?
Prof: Marika, per cortesia, qui manca il fascicolo della C. e lei ha detto che o è qui o ce l'hai tu.
Io: No, è qui. Sono sicura perché gliel'ho consegnato personalmente l'altra volta. Si ricorda che abbiamo anche sistemato tutto in ordine alfabetico e non ne mancavano?
Prof: Ora ricordo. Mi hai dato una brutta notizia.
Qualche minuto dopo.
Prof: Comunque, qui manca ancora quello della C. Fatemi la cortesia di controllare a casa tutt'e due, perché evidentemente non è stato consegnato.
Io: Ma le ho già spiegato che blablabla.
Prof: Oh, sì, giusto. Non importa, le darò di nuovo i fogli bianchi e li ricompilerà, non c'è problema.
La scena si ripete circa sei/sette volte.
Prof: Vabbè, qui abbiamo finito. Adesso tu e la C. dovete solo controllare se avete il suo fascicolo, sennò è un casino.
Io: *scoglionata* Sì, va bene, arrivederci.
Studentemaivistoprima: Scusa bella, hai mica una sigaretta?
Io: No, finite, mi dispiace.
Studentemaivistoprima: Ma guarda che ti offro il caffè, non serve fare la tirchia.
Io: Non faccio la tirchia, sono senza.
Studentemaivistoprima: Sì, vabbè. Me ne ricorderò. CIAO.
Ma vaffanculo.
E poi, ogni mattina, c'è quel dannato tizio che mi dice "Ciao Marika!" e mi lascia tutto il giorno con il tormentone Ma chi cazzo è? Come cazzo lo conosco e, soprattutto, lo conosco?
Prof: No, io voglio capire, come cazzo hai fatto a entrare?
P.: *tono ovvio* Ho aperto la porta.
Prof: I papisti tra le varie stronzate ignorano pure che ci sono stati due processi evolutivi.
Tiziascema: Come due?!
Prof: E sì. Caino uccide suo fratello e si riproduce con un altra donna che dev'essere stata creata prima, per forza.
Tiziascema: In che senso?
Prof: Caino uccide Abele e si riproduce. Con chi? CON SO' MA'?
La prof consegna le verifiche di matematica e interroga quelli che hanno il debito d'orale, tra cui A. che nel compito ha preso sette.
Prof: Enuncia il teorema dei seni.
A.: Ehm... allora, il teorema dei... seni, vero?
Prof: Sì, dei seni.
A.: Okay, il teorema dei seni dice che...
Prof: *prende il quaderno di A. con le definizioni e lo mette vicino ad A.* Io mi tolgo gli occhiali che li devo pulire, mi giro di là perché non è educazione. Tu intanto dimmelo.
A.: *legge*
Prof: Bravo, ero sicura tu lo sapessi.
L'interrogazione procede da schifo e si conclude peggio.
Prof: Io non posso affermare ciò che non posso dimostrare, ovviamente, ma... da chi hai copiato?
Prof: Marika, per cortesia, qui manca il fascicolo della C. e lei ha detto che o è qui o ce l'hai tu.
Io: No, è qui. Sono sicura perché gliel'ho consegnato personalmente l'altra volta. Si ricorda che abbiamo anche sistemato tutto in ordine alfabetico e non ne mancavano?
Prof: Ora ricordo. Mi hai dato una brutta notizia.
Qualche minuto dopo.
Prof: Comunque, qui manca ancora quello della C. Fatemi la cortesia di controllare a casa tutt'e due, perché evidentemente non è stato consegnato.
Io: Ma le ho già spiegato che blablabla.
Prof: Oh, sì, giusto. Non importa, le darò di nuovo i fogli bianchi e li ricompilerà, non c'è problema.
La scena si ripete circa sei/sette volte.
Prof: Vabbè, qui abbiamo finito. Adesso tu e la C. dovete solo controllare se avete il suo fascicolo, sennò è un casino.
Io: *scoglionata* Sì, va bene, arrivederci.
Studentemaivistoprima: Scusa bella, hai mica una sigaretta?
Io: No, finite, mi dispiace.
Studentemaivistoprima: Ma guarda che ti offro il caffè, non serve fare la tirchia.
Io: Non faccio la tirchia, sono senza.
Studentemaivistoprima: Sì, vabbè. Me ne ricorderò. CIAO.
Ma vaffanculo.
E poi, ogni mattina, c'è quel dannato tizio che mi dice "Ciao Marika!" e mi lascia tutto il giorno con il tormentone Ma chi cazzo è? Come cazzo lo conosco e, soprattutto, lo conosco?
aprile 10, 2012
Persone confuse -e idiote e che dovrebbero morire eccetera.
- Hai presente "Basket Case"?
- Dei 30 Seconds To Mars?
- Come scusa?!
- ODDIO, no, mi son sbagliata, non so nemmeno io come ho fatto, cioè, io amo i Simple Plan.
Da sottolineare che è la stessa che qualche mese fa indossava la maglia dei Nirvana e m'ha detto che la sua canzone preferita è quella che parla dei teen qualcosa.
Se vuoi morire, dillo, brutta troia ignorante.
- Dei 30 Seconds To Mars?
- Come scusa?!
- ODDIO, no, mi son sbagliata, non so nemmeno io come ho fatto, cioè, io amo i Simple Plan.
Da sottolineare che è la stessa che qualche mese fa indossava la maglia dei Nirvana e m'ha detto che la sua canzone preferita è quella che parla dei teen qualcosa.
Se vuoi morire, dillo, brutta troia ignorante.
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