1) Sbucciare e tagliare la frutta succosa senza trasformarla in una purea.
2) Avvolgere le cose nella pellicola e fare sì che la pellicola aderisca.
3) Andare in giro tra le 11 e le 15 d'estate e non espellere sudore come un Super Liquidator.
4) Studiare un libro intero di neuroanatomia in tre giorni, passare l'esame con 29 e dire "Ma guarda che è tutta roba facile". - tua mamma è facile, vaffanculo.
5) Avere tutti 30 e contemporaneamente una vita sociale.
luglio 16, 2015
Cose che le persone fanno ed io non capirò mai come - Parte 1
maggio 20, 2015
"Chi non muore si rivede"
Questo post sarà un riepilogo dell'ultimo anno della mia vita, non so quanto sarà diverso da quelle liste brutte che si trovano alla fine dei capitoli dei libri di storia, anche perché sono un po' fuori forma e ultimamente tutto ciò che scrivo sono liste (della spesa, di cose da fare, di libri da leggere, di serie tv da recuperare, eccetera). Mi perdonerete - o almeno spero.
Dall'ultima volta che ho scritto innanzitutto mi sono diplomata. Avevo perso parecchi chili perché non ho mangiato praticamente niente dalla fine delle lezioni al giorno del mio orale, e credo di averli ripresi quasi tutti. Ho fatto la tesina sulla scrittura come terapia, e ho concluso quel calvario con novantatré centesimi (quindici quindicesimi in prima prova, ancora sono euforica ogni volta che ci penso).
Durante l'estate ho smesso di parlare con quella che reputavo la mia migliore amica, con quella che mi chiamava "la mia persona", e ancora devo riprendermi da una prima fase di smarrimento caratterizzata da una non piena realizzazione della cosa e soprattutto dalla mancanza di reazioni emotive. Qualcosa si smuoverà, con la mia amigdala bisogna avere pazienza.
HO PASSATO IL TEST DI AMMISSIONE e ora sono ufficialmente una studentessa universitaria dell'Università di Pisa, matricola in "Scienze e tecniche di psicologia clinica e della salute". Mi piace molto e i momenti migliori della settimana sono sempre quelli in cui ho lezione. Il mio stato psico-fisico e la mia situazione familiare (ampiamente peggiorata, credo meriti un post a parte) mi impediscono di essere una brava studentessa, tanto che ho dato un solo esame e ora vivo con l'ansia di non riuscire ad ottenere abbastanza CFU entro agosto in modo da non farmi revocare la borsa di studio. Non riesco mai a studiare e credo che morirò.
Per aggiornamenti più intimi:
L. convive, e a me non fa né caldo né freddo; l'ho rivisto e non ho sentito niente. E' tutto passato.
Le mie due persone, quelle che ho perso e mai più troverò, ancora mi mancano come il primo giorno. L'accettazione è una tappa ancora lontana.
Ho visto mio nonno ballare il twist e mi sono commossa, colma di una felicità che solo le cose belle possono far nascere. Lo guardavo con un sorriso enorme e piangevo.
E niente, ho già perso lo stimolo scrittorio.
Spero di riuscire a scrivere di nuovo entro il prossimo anno, altrimenti cercatemi e datemi uno schiaffo.
aprile 20, 2014
"Quando sei nata, non si staccava un attimo da te"
A volte mi chiedo se ti capita di guardarmi e stilare mentalmente una lista più o meno lunga delle cose che ci accomunano, come il brutto carattere o le sfumature dell'iride.
Quando me lo domando in genere ti fisso, e allora involontariamente la lista la scrivo io. Dal momento in cui mi rendo conto che le voci sono molte, inizia a vorticarmi in testa una domanda, formulata ogni volta in forma diversa, ma che sostanzialmente consiste in quell'interrogativo che mi assilla da anni, ovvero come diamine fai ad ostentare una simile indifferenza nei miei confronti. Come puoi non pensare ai nostri occhi tanto simili, al nostro stesso colore di capelli, alla nostra medesima carnagione, alle mie lentiggini sulle braccia tanto simili alle tue, al nostro stesso modo di guardare in basso prima di ridere, o a un'altra qualsiasi cosa che ci accomuna, prima di voltare lo sguardo e cambiare stanza mentre io cerco di parlarti di ciò che ho deciso per il mio futuro, o mentre ti racconto un aneddoto più o meno divertente delle mie mattinate scolastiche, o mentre tento più o meno goffamente di esprimere, seppur magari in modo discutibile, ciò che provo o penso circa un argomento qualunque?
Poi passo alla domanda successiva, che però riguarda me, e più propriamente mi chiedo perché diamine, dopo quasi vent'anni, ancora m'importi.
Sì, ancora m'importa, e ancora mi viene da piangere quando non mi guardi, non mi ascolti, non mi parli, non mi stringi. Ancora m'importa, e ancora mi viene da gridare quando m'interrompi mentre ti parlo per dire cose che non c'entrano niente, quando mi scacci se tento di abbracciarti, quando ridi al pensiero di me che faccio bene qualcosa che non sia studiare, quando fai spallucce se ti dico che ho preso nove di matematica, o quando neanche mi guardi se ti chiedo come è andata al lavoro.
E soprattutto, io, ancora, dopo quasi vent'anni, non trovo neanche uno stralcio di risposta degna di essere considerata tale, dunque mi limito a restare qui seduta a fissare il vuoto e a compatire me stessa, ché mi pare l'unica cosa che mi resta da fare quando penso a te e a me, che pur condividendo mezzo patrimonio genetico siamo due estranei che a malapena si augurano buona pasqua.
dicembre 24, 2013
dicembre 13, 2013
''Scusa mamma se non sono brava in niente''.
Sono passate meno di due settimane dal post in cui affermavo di star meglio e di avere, sostanzialmente, un buon piano per affrontare la vita, e ora vorrei tanto sapere dove io me la sia andato a pescare quel briciolo d'ottimismo e di fiducia nelle mie capacità di star bene - perché, diciamocelo, io non ci so proprio stare, bene, è una delle mie caratteristiche, posso stare benino per qualche giorno e poi finisce tutto di nuovo, è così da sempre, avrei potuto avere i denti storti e invece mi hanno dato la capacità di sentire il peggio in ogni situazione, pazienza.
Lunedì, di ritorno dall'Austria, dopo quattro giorni di totale isolamento dal mondo esterno, ho avuto un'interessante conversazione con un ragazzo a cui piaccio secondo l'opinione comune (io ne ho sempre dubitato, ma boh, non so, ricevere attenzioni positive mi fa stare un sacco bene e non combatto molto con la mia parte irrazionale, quando capita) ma che tristemente per il popolo sta con una ragazza - obiettivamente stupida - da circa due anni, nonostante lui non mostri un grande entusiasmo per la relazione. Insomma, mi ha raccontato della loro vita sessuale - argomento già di per sé piuttosto imbarazzante per la sottoscritta, ma ancora di più se a parlarne è lui, insomma - e ho capito quanto le impressioni altrui mi avessero influenzata, e quanto sul serio io mi fossi effettivamente convinta di piacergli, e quanto immaginarlo in situazioni intime con lei mi desse fastidio - ma fastidio sul serio.
Il pomeriggio ho avuto un'interessante conversazione con mia madre, che nonostante gli otto e i nove è ancora convinta che io non studi, e la delusione è tornata a farsi spazio nella mia testa e non ho fatto altro che pensare, per giorni, che sia tutto inutile e che allora tanto vale andare a fare un corso da barista se poi l'impegno non lo riconosce neppure chi con me ci vive.
Martedì ho scoperto che L. si è fidanzato.
Sono andata a capo perché credo che la notizia abbia bisogno di un suo spazio, anche fisico, perché personalmente ero convintissima che di lui non me ne fregasse più niente, e invece martedì ci sono rimasta malissimo, e ho pensato a quanto sarebbe stato tutto diverso adesso se solo lui non mi avesse fatto così male, e che forse mi manca un po' l'idea di lui, e insomma, considerando tutta la mia situazione sentimentale, il fatto che lui adesso stia con qualcuno mi disturba non tanto perché è lui, ma perché non sono io. Non so se sono riuscita a spiegare la cosa, non credo.
Tra ieri e oggi sono successe altre piccole cose che non ho intenzione di scrivere per intero perché altrimenti sto qui fino a lunedì, però insomma tra queste il fatto che mi ha telefonato la sorella di Giò spargendo un po' di sale sulla ferita, aggiunto ad A. che non mi vuole più parlare perché starmi vicino è troppo difficile e la questione Capodanno che aleggia intorno a me senza che nessuno si decida a interpellarmi direttamente perché tanto sanno che non ho soldi e che davvero non posso tirar fuori duecento euro per la casa, e insomma niente, stamattina che ero un po' stanca mi sono chinata sul banco e ho chiuso gli occhi e nessuno si è accorto che non stavo più ascoltando e ho pensato a quanto cazzo faccia schifo la mia vita, e a quanto io sia maledettamente sola, e a quanto poi io non faccia granché per cambiare le cose perché sto sempre chiusa in casa a leggere e scrivere e il sabato sera non m'immergo nella folla ma vado a bere con le solite tre persone, e a quanto alta sia la probabilità che in modo o un altro se ne vadano anche loro, e allora mi sono dovuta alzare e correre in bagno e ho vomitato almeno quattro volte, e sono uscita a fumare due sigarette di fila per poi tornare a vomitare, e ora sono qui in casa da sola che dovrei studiare filosofia per mercoledì ma non riesco, non sono in grado, sono stanca, voglio solo dormire, o magari andare via, e magari per sempre.