marzo 30, 2011

Crepuscoli verdastri sul mare blu che nelle foto sembra quasi amaranto.

Potresti per favore stare un po' qui, accanto a me, giusto un pochino, non chiedo tanto, cinque minuti, e con la tua cassa toracica scaldarmi la pelle, così da far entrare il calore dentro? Ho i polmoni freddi (potrebbero bloccarsi, che dici?), faccio fatica a respirare, abbracciami un po'. Potresti per favore dirmi qualcosa sul mio sorriso, qualsiasi cosa, giusto per farmi capire che lo guardi, ogni tanto? Mi andrebbe bene anche un "Quando sorridi hai la bocca storta", che un po' è vero perché sollevo più il lato destro di quello sinistro, ma non è questo il punto, perché io non sorrido mai sul serio, solo ogni tanto, vorrei che tu te ne accorgessi e notassi la differenza. Potresti per favore avvicinarti un po', anche più di un po'? Ho voglia di sentire il tuo profumo, mi piacerebbe poterlo ricordare stasera, associare al tuo odore un'immagine e magari un suono, e collegarlo una canzone che ascolterò solo per sentire la tua pelle nelle mie narici, sarebbe bello.
Potresti per favore non andar via, non anche tu? Qui vanno via tutti, non lo so bene il perché, però non vorrei lo facessi anche tu, non è una sensazione piacevole, sto stringendo persone come fili d'erba tra le dita per non lasciarli andare più, però alcune persone sono alghe e per tenerle tengo la testa sott'acqua (potrei metaforicamente affogare, che dici?), e a me l'acqua salata sulla pelle dà pure fastidio. Potresti per favore regalarmi un libro di Baricco, anche se non hai molta scelta perché me ne manca giusto uno, ma qui non si trova, solo nelle grandi città? Sarebbe una cosa carina se tu prendessi un treno solo per farmi un regalo, un regalo così, sono più o meno otto euro, sarei tanto felice, Baricco non me lo regala mai nessuno, me lo compro sempre da sola (solo il primo era un regalo, ma è mondo a parte), gli altri mi regalano Fabio Volo, neanche mi piace, ma non importa, il fatto è che se tu me lo regalassi sarei felice, e lo sarei anche se tu me lo procurassi e basta, io poi ti darei i soldi, quelli non m'interessano tanto quando si tratta di Baricco, però ci siamo capiti, no? Potresti per favore stasera canticchiarmi qualcosa? Sono tanto triste, non so perché, mi viene da piangere, non piangerò, ora vado a letto, buonanotte, dormi bene, mi raccomando.

Cit. #9

Nella buca scavata alla veloce, ne trovarono uno con un braccio spappolato, l'altro alzato in aria, come a voler fare una domanda. Falla, kamerad. Posso non morire?

Alessandro Baricco.

marzo 29, 2011

Ora di religione.
La professoressa scrive alla lavagna Beato te che...
«Completate la frase».
Risultato?

Beato te che
-sai scrivere.
-sai leggere.
-sai parlare il kazako.
-sai ascoltare il kazako.
-sai dire "giudizio".
-a volte ti lavi.
-sai dire "gl".
-nel 1988 hai visto i Guns 'n roses live.
-hai la mente libera.
-sai dire "iPod".
-hai tanto tempo.

Che poi io avrei voluto mettere "Beata te che fai robbba con Johnny Depp", ma ho preferito evitare.
Però ci stava.

marzo 27, 2011

Silence only reminds you how broken you are.

Ci tenevo solo a dirti che non sono più esattamente la stessa di prima, che sono un po' più forte, che alle prese in giro so rispondere a tono, che so ordinare da sola al bar senza balbettare tanto, che adesso il latte lo bevo anche da solo, che uso anche le scarpe di tela, che adesso riesco a dormire anche se qualcuno mi tocca e che attraversare le piazze e far la spesa da sola non mi fa più paura; però volevo anche che tu sapessi che in fondo non sono cambiata poi così tanto, che a scuola ho ancora vergogna ad alzare la mano e preferisco star zitta o rispondere e basta, che correggo ancora chi sbaglia i congiuntivi, che mi arrabbio ancora davanti alla televisione, che preferisco ancora scrivere con la matita, che cammino ancora con calma, che annuso ancora i vestiti degli altri, che il mare lo preferisco ancora in inverno, che quando sono particolarmente in crisi vado ancora diretta al frigo e che John Lennon è ancora il mio preferito, anche se adesso ci sono tanti cantanti che mi piacciono un sacco e che l'han quasi raggiunto. E poi volevo dirti che a un certo punto uno deve farsi una ragione di tutto, perché il mondo va avanti sia che tu riesca a tenere il passo sia che a te sia venuto un crampo bestiale, ed io che non sono tipa da corsa sto cercando solo ora di raggiungerlo, ma camminando con calma e soprattutto da sola, perché è così che funzionano certe cose, e che se per caso dovesse venirmi voglia di appoggiarmi a qualcuno lo farei, anche se questo qualcuno non fossi tu -e non sarai tu-, perché è così che funziona, mica per altro. Quindi niente, tu mi manchi tanto, però il sole continua a sorgere ogni mattina e io devo andare a scuola e studiare e sorridere e poi mi piacerebbe tanto innamorarmi come si deve di qualcun altro, e non importa se tutto questo lo faccio e lo farò chiedendomi se il sole crea ancora le stesse ombre sul tuo viso, tu non ci sei, io sì, devo restare concentrata, ti penso ma non devo, ti penso ma è tutto qui. Volevo dirtelo.

marzo 23, 2011

Come passare una bella giornata:

- Bere caffè.
- Indossare cose che ti fanno sentire a tuo agio.
- Dire "Grazie" e "Per favore".
- Dire a qualcuno che gli vuoi bene.
- Mangiare prima il dolce.
- Guardare il tramonto (o l'alba).
- Sorridere (un sacco!).
- Leggere un libro.
- Preparare qualcosa da mangiare a qualcun altro.
- Augurare agli altri una buona giornata.
- Guardare un bel film.
- Augurare agli altri una buona giornata.



Prima che arrivi il genio della situazione: la ripetizione è intenzionale.
Prima che arrivi l'altro genio della situazione: sì, è la traduzione di una cosa che gira su internet da un sacco di tempo, con qualche modifica.