maggio 02, 2012

Dannato Aristotele, ti odio.

Allora, io quando so di dover studiare, generalmente, evito di bere. In generale, dico, non mi riferisco solo all'alcol - anche se adesso un bel bicchiere di vodka liscia sarebbe perfetto, giusto per dimenticare l'urgenza.
Quindi io oggi a pranzo, sapendo di dovermi fare il culo perché domani sono interrogata di filosofia, anzi che il mio solito litro d'acqua, ne ho bevuto giusto un bicchiere e fino ad ora non ho ingerito niente, liquido e non.
E allora perché ogni cinque minuti devo fermarmi per espellere litri e litri di urina? Perché?


Comunque sì, giustamente devo studiare mezza metafisica e ripassare il resto e sono qui a scrivere sul blog. Sono talmente idiota che mi gambizzerei da sola.
Cazzo.

aprile 26, 2012

Io a fare queste cose non sono capace, e probabilmente non sono proprio capace punto.
Quando le persone mi chiedono scusa io non so cosa fare, non sono abituata, e poi scusa di cosa che neanche m'hai fatto niente, c'è stato questo malinteso enorme alimentato dal mondo e ora te ne salti su con "Scusami".
E io cosa devo fare?
No, qualcuno me lo dica, perché l'unica sinapsi che ha funzionato qui è quella dei lacrimogeni, e non è che sia tanto una bella cosa.

- capiamoci, non mi vengono neanche in mente dei sinonimi di "fare" e "cosa", non so se rendo l'idea.

aprile 23, 2012

Ciao mamma ciao.

Okay, il titolo non c'incastra niente, ma fondamentalmente fottesega.
Oggi ho con orgoglio comprato un paio di jeans taglia quarantaquattro, che è un traguardo enorme per la sottoscritta e sono molto felice di ciò, anche se non basta a compensare l'incazzatura enorme di quest'oggi.

Le persone che mi dicono "Facciamo una videochiamata" mi mettono un po' d'ansia, ché io poi mi pettino e mi tolgo la matita sbavata fino alla bocca per sembrare meno gattara e per niente, tra l'altro, perché suddetta persona m'ha visto in condizioni certamente peggiori. Però quando poi sto videochiamando sono talmente contenta che mi strofino gli occhi e mi lego i capelli e vanifico tutto, però è bello sentirmi libera di essere impresentabile mentre tento invano di spiegare geometria analitica a chi di matematica non ci capisce niente ma non mi arrabbio se mi chiede per la ventordicesima volta di ripetere perché lo fa con gli occhi tanto dispiaciuti che sorrido e basta e mi sento chiedere se sono stanca e nessuno lo fa mai, quindi mi sento bene.

Comunque ho scoperto che c'è chi potrebbe arrivare a questo blog e non vorrei proprio che leggesse i cazzi miei, ecco. Credo che la bloccherò sull'altro sito e bona, così non può vedere il link al mio blog e al mio tumblr e a tutte quelle cose lì, anche perché di base chi minchia sei? Che cazzo vuoi?

aprile 14, 2012

Cit. 17

What if I told you who I really was?
What if I let you in on my charade?
What if I told you what was really going on?
No more masks and no more parts to play.
There's so much I want to say, but I'm so scared to give away every little secret that I hide behind.
Would you see me differently?
And would that be such a bad thing?
I wonder what it would be like if I told you.
What if I told you that it's just a front to hide the insecurities I have?
What if I told you that I'm not as strong as I like to make believe I am?

(What if I told you - Jason Walker)

Mattinata tipo (parte quattro)

La prof. interroga A. -che non è quello di matematica- e gli dà sei e mezzo.
A.: No, scusi, quant'ho preso?
Prof: Sei e mezzo.
A.: QUANTO?!
Prof: Sei e mezzo!
A.: OMMIODDIO *esce e balla la breakdance nel corridoio*
Altroprof: *passando* Attacco epilettico o di demenza?

E.: *mette un piede sulla sedia e canta* C'era una volta uno zainetto che era di un ragazzo con la vagina sul petto!
Prof cheeradietrodiluianchesenonseneeraaccorto: *sgrana gli occhi*
E.: *la vede* Oh caz- ehm, scusi. Stavo scherzando, eh.

G.: Tu che sei una ragazza dalle mille risorse, hai mica una divisa da pompiere da prestarmi?
Io: No, ma se vuoi ho una tuta da meccanico.
G.: Non fa lo stesso effetto che arrivare tutto sudato e a torso nudo, ma va bene uguale.
Io: Cose tipo "Dove devo mettere la mia chiave inglese?"?
G.: No, più "Devo fare la revisione"... Oppure potrei vestirmi da dottore. Lei dice "Mi sento a pezzi" e io le rispondo "Tranquilla, ti monto io".


E poi N. ha fatto finta di essere in bagno a vomitare per un'ora perché aveva paura che la professoressa di storia dell'arte interrogasse, nonostante avesse chiaramente detto che non l'avrebbe fatto.
E quella troia di G. ha di nuovo simulato un attacco d'asma in grande stile per non essere interrogata della stessa materia.
Ammazzatevi.