febbraio 05, 2011

Cit. #4

– Allora non v'importa più di nulla?
– M'importa tanto, che ho la nausea di tutto.

febbraio 04, 2011

Che, davvero, io sono stufa di questo magone e questa voglia di piangere pazzesca che diventa pianto singhiozzante -ed imbarazzante, tanto per mettere qualcos'altro che finisca in 'ante'- con banali scuse tipo 'Ho visto la tredicesima puntata della seconda stagione di The Vampire Diaries e Damon dice che non può più fidarsi di se stesso ora che è innamorato e in più non può averla'.
Cioè, mi sento troppo gli emo di Zelig, che piangono a vedere la pubblicità dell'antimosche.

Ma un bel pianto-day? Tipo che ci si riunisce tutti in piazza e si piange sulle spalle degli sconosciuti che non ti giudicheranno mai perché anche loro stanno piangendo per i loro cazzi?
...perché non ci ha mai pensato nessuno? Io parteciperei.

febbraio 02, 2011

Mezzanotte in punto e m'è venuta voglia di scrivere sul blog, perché alla fine il diario non lo inizio ancora. Non so cosa io aspetti esattamente, ma tant'è.
Prima stavo scrivendo una storia di una Juliet e un Matt, che non sono innamorati,
-ultimamente la gente innamorata mi fa venire il prurito. Forse perché ricordo cosa si prova, non lo so.
E insomma, mentre scrivevo pensavo al campo di grano e alla vespa color verde acqua lasciata sul ciglio della strada, e alla sciarpa rossa che faceva molto primavera che avevo al collo e che è volata lontano, e lontano l'ho lasciata. "Mah, magari dall'alto la vede John Lennon e ci scrive una canzone. Secondo te le possono scrivere le canzoni in paradiso?", che ora me lo chiedo con ancora più curiosità.
Che poi insieme ai campi di grano con lui ho pensato subito alle pannocchie rubate a Bologna, che porca miseria quanto odio fare il palo. Però poi mangiate la sera in giardino col burro mentre si guardano le stelle e inventandosi quelle cadenti erano la cosa più buona che io abbia mai mangiato.

Domani nonno e nonna partono, che se ne vanno a trovare la famiglia in Sud America, e con loro va anche zia, quindi per un mese a Bologna non ci vado di sicuro, che a pensarla così mi mette tristezza.
Nonna ha iniziato con le solite catastrofi che lei si sente accadranno, e stasera era lì a dire che di sicuro l'aereo precipita o loro saltano in aria, e io che ero tranquilla ho un'ansia che non ne posso più. E poi lei insiste, porca miseria, a dire che lei se lo sente.
E l'ultima volta che lei si sentiva qualcosa io mi sono mezza rotta un polso.
Il mio stomaco qualche giorno manda tutti affanculo.



E poi, 'dei, Piuma dei Verdena mi mette una tristezza...

Cit. #3

Non piaci a qualcuno? Fottitene.
Hai avuto una brutta giornata? Fottitene.
Non hai ottenuto quel lavoro, o quel voto, o quella promozione che volevi? Fottitene.
Hai litigato con la tua fidanzata? Fottitene.
Ti senti grassa oggi? Fottitene.
Stai perdendo il controllo di tutto e di tutti? Fottitene.
Quello che importa adesso smetterà presto d'importare; la cosa veramente importante è che tu sei vivo, e che hai la capacità di fare assolutamente qualsiasi cosa con questa meravigliosa, pazza coincidenza di essere su questa terra.
Alza semplicemente il dito medio e pensa, ‘Diamine, mi sta andando bene.’


(che poi magari qualcun altro l'ha tradotta meglio, ma quel che conta è il concetto).
Esiste un simbolo (?) cinese che significa letteralmente un giorno, tre autunni, che si usa quando senti così tanto la mancanza di una persona che un giorno sembra lungo quanto tre anni.
Che, voglio dire, se uno disegna quel simbolino su un foglio a quadretti te ne occupa al massimo nove, in tutto, mentre noi occidentali per spiegare il concetto dovremmo utilizzare tutta una riga, banalizzando al massimo il concetto.

Pensa te quanto sono avanti questi cinesi.